Murtagh ghignò quando il suo avversario lo incitò al combattimento.
Ne aveva sentite molte di frasi come quella,ma alla fine nessuno era pronto davvero alla morte.
Il duello era diventato furioso e confuso,permeato da un alone di rabbia e odio. Molte cortecce erano state scorticate e ridotte a brandelli dalle squame dei due draghi che,azzuffandosi,andavano a schiantarsi contro i tronchi legnosi. La terra sotto ai loro piedi era smossa e zuppa del sangue sgorgato dalle ferite inferte ai duellanti, tanto che in alcuni punti si faceva fatica a camminare, specialmente dove Castigo aveva azzannato il drago verde.
Il Cavaliere si eresse in tutta la sua statura,fissando con sguardo glaciale l’avversario.
Sei sicuro di volere la morte? Domandò muovendo qualche passo verso l’altro.
Fece roteare Zar’roc nella mano.
Una fredda zaffata di vento scosse le fronde dei millenari alberi.
Allora sarò felice di accontentarti! Urlò Murtagh avventandosi contro il nemico, con la stessa tenacia che avrebbe caratterizzato una bestia rabbiosa. Si buttò brandendo la lama rossa con forza. Menò fendenti infondendo in essi tutta la sua smania di combattimento,tutta la sua furia e, anche,tutta la sua disperazione.
Di fianco a loro Castigo veniva continuamente allontanato,nonostante ogni volta si ributtasse sul drago verde,e ritornasse alla carica. E sempre l’altro lo scacciava, come se volesse andarsene.
Alla fine ci riuscì. Bastò una minima distrazione del drago rosso che l’altro, cogliendo al volo l’occasione,gli sfuggì,allontanandolo di nuovo,con più violenza.
No!ringhiò Castigo,adirato per essersi fatto sfuggire il nemico.
Le intenzioni del drago avversario divennero chiare agli occhi di entrambi gli imperiali.
D’istinto Murtagh lanciò un’occhiata sospettosa all’altro Cavaliere. Parò un suo colpo e si allontanò.
Si voltò e vide quello che temeva. L’infimo draghetto aveva recuperato la giovane Varden che lottava contro la morte, e si era staccato,certo non senza difficoltà, dal terreno.
La sua ira aumentò e si volse verso l’umano. Ruggì,aggiungendo rabbia a quella che già aveva e si buttò addosso all’avversario,con Zar’roc sollevata sulla testa.
Come desiderate, vi seguirò, non ha importanza dove andrete. Anche se il trono crollerà e la corona brillante si arrugginirà, anche se le ossa vuote si accumuleranno ai vostri piedi e ci riposeremo nei nostri corpi decadenti, resterò accanto alla vostra figura. E finchè l'ultima campana non suonerà, fino ad allora...
†Kuroshitsuji

© by Sam