La pazienza era una grande virtù, ma non si aveva dalla nascita, bisognava accumularla nel tempo, Alexia aveva molta pazienza, troppa, nel periodo in cui aveva metà corpo frantumato era stata sempre a letto, aveva atteso, aveva sperato, era stata paziente, dopo aveva studiato tanto era diventata la strega che era oggi, sicura di se e senza alcun problema. Questo lo doveva solo alla sua pazienza. Ecco perché amava provocare le sue “vittime”, misurava il loro grado di pazienza, quanto sarebbero durati? Con alcuni ci andava giù pesante, altri invece preferiva divertirsi ma senza sembrare scortese, era molto abile nell’uso delle parole, tanto quanto lo era nell’uso della magia. Quel cavaliere e il suo drago erano una preda perfetta per passare il tempo, si sarebbe divertita e quell’incontro sarebbe stato estremamente interessante, senza ombra di dubbio. Aveva usato tranquillamente l’antica lingua e aveva acceso il fuoco, era soddisfatta di se stessa ed era anche sicura di aver sorpreso il giovane, ora avrebbero ancor di più dubitato di lei, molto, molto bene. Nessuno doveva mai fidarsi di Alexia, non perché fosse sleale ma perché la sua voglia di non soffrire la portava spesso all’egoismo, in un mondo di egoisti vince solo l’egoista, ecco ciò che si ripeteva sempre.
Ovviamente. Come tu sai usare la tua spada io so usare la mia magia…
Frase metaforica, ogni uno si dilettava in qualcosa, lui con le sue armi, lei con la sua magia, anche se se la cavava piuttosto bene anche con i suoi sai, era una donna in gamba, non aveva mai ucciso ma non per questo non aveva mai combattuto, non doveva essere lei a decidere quando la vita di una persona sarebbe giunta al termine, per questo si limitava a ridurre le sue vittime nel peggio dei modi, ma senza regalargli la morte, il che era davvero crudele perché comportava molta più sofferenza.
Ho capito, dovrò continuare a chiamarti cavaliere, ma non ti preoccupare con me sei al sicuro.
Alzò lo sguardo e sorrise, non gli aveva rivelato il suo nome, gesto sensato, un nome era quanto di più pericoloso una persona potesse possedere. La sua ultima affermazione invece era tutta provocatoria, ovviamente voleva significare che il giovane era al sicuro grazie alla presenza della donna, ma ormai il cavaliere avrebbe dovuto capire l’atteggiamento di Alexia, quindi non si sarebbe stupito molto.

