Domia abr Wyrda - Eragon Forum & GDR

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 19/12/2008, 14:55


Cambiare vita è quanto più di difficile ci possa essere, non poter più usare il proprio nome, non poter più tornare a casa, Alexia si era messa in un bel pasticcio e tutto perchè aveva tentatoil suicidio, quell'azione era stata la più stupida che avesse deciso di fare, ma a quel tempo era solo una ragazzina, una ragazzina stupida afflitta dal dolore, ora di dolore ne conosceva molte sfumature e aveva imparato a sopportarlo usando la testa.
Aveva viaggiato molto, il suo viaggio non aveva una vera e propria meta, voleva diventare sempre più brava con le arti magiche ma non era questo il suo vero scopo, in realtà cercava solo se stessa, era stata "educata" alla magia dalla sua madrina, ma non aveva mai avuto modo di applicare ciò che aveva imparato nella vita reale. Il mondo in cui si trovava era un mondo infestato da guerre e lotte fra popoli, tutti cercavano di sopravvivere e l'unico mezzo sembrava sconfiggere il proprio vicino, anche per questo Alexia aveva cercato di rimanere neutrale, nel suo viaggio aveva incontrato persone di ogni genere, di tutte le razze e di tutte le ideologia, il trucco stava nel ascoltarle tutte ma nel non seguirne nessuna.
Alexia aveva attraversato mari e monti sotto ogni genere di intemperia, il tutto accompagnata da un cavallo comprato a poco prezzo in un villaggio, non aveva osato ancora dargli un nome, mai affezionarsi agli animale e soprattutto alle persone. Stava attraversando i monti Beor territorio dei nani, gente pacifica se non si attacca per primi, aveva cavalcato per parecchio e ora era tempo di camminare. Le sue sai erano saldamente agganciate al pantalone di pelle, aveva un modo bizzarro di vestire ma dopo tutto una strega non segue alcuna regola, il corpino rosso le dava un aria quasi da amazzone, in fondo un pò lo era. Smontò da cavallo e accarezzò la criniera del pellissimo puledro nero, stupendo. Iniziò a camminare lentamente, il paesaggio era diviso fra una piccola boscaglia non fitta e delle grandi montagne, posto carino, ma non per viverci ovviamente.



Edited by Alexia Gerad - 11/12/2008, 17:50

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Allart e Hirador si trovavano da quelle parti quasi per caso . Erano semplicemente stati invitati da re Orik a visitare quei posti , e nonostante stesse imparando soltant in quei momenti parte della cultura elfica conoscere un pò di leggende e tradizioni dei nani non gli dispiaceva affatto , dopotutto era stato sempre affascinato da quel popolo piccolo ma temerario fin da quando era soltanto un bambino e giocava alla guerra con armi di legno insieme agli altri ragazzini del villaggio . A quei tempi non sapeva cosa lo avrebbe aspettato in seguito , infatti eccolo lì , a vent ' anni , con un drago a guardargli le spalle e con una spada leggendaria legata alla vita per cercare di dare il suo contributo a portare la pace nei territori di Alagaesia . Ma potendo non sarebbe tornato in dietro . Hirador era un amico fedele e saggio ,e lo aveva salvato da brutte situazioni in ben piu di una occasione . Forse avrebbe cercato di tenersi lontano dalla guerra , questo senza dubbio , ma qualcuno che si ritrovava il Gedwey Ignasia sulla mano non poteva certo stare fuori dalle battaglie . Era semplicemente destino , per un cavaliere dei draghi , pasare la vita a combattere per portare - e poi mantenere - la pace . Hirador scorse in lontananza una figura a cavallo grazie alla sua vista , molto piu sviluppata rispetto a quella del cavaliere . Stanco di aver passato tutta la giornata in mezzo a quelli che per lui non erano molto piu che insulse formiche così esultò :

Finalmente ! Laggiu c ' è qualcuno , umano o elfo che sia . Non ne potevo piu di stare in mezzo a quegli esserini alti quanto un mio artiglio .

Allart sospirò agrottando la fronte , e si appoggiò ad un fianco del drago con le braccia conserte . Scuotendo la testa , gli trasimse il suo pensiero indifferente .

Beh , e allora ? Chiunque sia , di gente piu alta di una sedia ne vedrai a palate una volta rientrati ad Ellesmera .

Il drago emise un singolare sbuffo muovendo il collo come per sgranchirlo . Si spostò dalla sua posizione muovendo qualche passo in avanti , ed Allart per poco non cadde a terra . Il drago tornò a guardare in quella direzione .

Si è fermato .


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La notte non sarebbe tardata ad arrivare, quel posto non sembrava molto sicuro per accamparsi, un altra notte al galoppo perfetto. Anche se Alexia sapeva difendersi da sola rimanere in un posto del genere non era prudente e poi diveva trovare il posto "giusto", lei aveva una strana psicologia sui posti dove alloggiare, arrivata nel luogo scelto doveva sentirselo proprio, era una sua strana concezione, andava a sensazioni,
Aveva le gambe doloranti era tutto il giorno che cavalcava e di certo il suo fisico ne risentiva per quanto addestrato fosse, oltre ad essere una strega era anche ben addestrata nel combattimento, sapeva usare le sue armi, i sai, molto bene, si sentiva all'altezza diqualiasi combattimento ed era soddisfatta di se stessa. Il povero cavalo mostrava anche esso segni di faticam meglio non fermari ma rallentare, in quella terra Alexia non si sentiva molto sicura, sensazioni? Si, decisamente. Purtroppo quando era agitata sapeva che qualcosa di particolarmente importante le sarebbe successo, questo voleva dire qualcosa sia bella che brutta, quindi sempre meglio stare attenti. I suoi lunghi capelli le ricadevano sulle spalle prendendo la forma delle curve sottili della ragazza, le iridi verdi scrutavano il paesaggio, ad ognisingolo rumore la ragazza scattava per assicurarsi che non fosse in atto un attacco, molte volte vi erano dei ladri, una donna sola come lei era un versaglio perfetto.
Si avvicinò ad un albero, fermarsi o proseguire lentamente? Ok, fermarsi, anche se non le andava molto. Legò il cavallo ad un albero, sempre meglio non fidarsi, a volte si stupiva di quanto fosse diffidente. Il puledro sembrava non fosse contento della decisione presa della donna, anche lui aveva bisogno di libertà.

Lo so caro ma non mi fido neanche di te, quindi sta buono o potrei decidere di mangiarti.

Diede delle pacche sulla sella del cavallo e sorrise, ovviamente scherzava, non avrebbe mai osato mangiarlo per il sol pensiero di averlo visto correre al galoppo. Si sedette sotto l'albero e iniziò a giocherellare con i suoi sai, i suoi sensi erano sempre svegli e attenti. Curvò le labbra, non avere una meta era il pensiero che più l'affliggeva, ma che poteva farci? Magari viaggiando avrebbe trovato il posto adatto a lei e ci sarebbe restata, anche se non era il tipo da posto fisso, lei amava la libertà, amava il vento fra i capelli, amava il sapore dell'acqua fresca dei ruscelli, amava il sapore della libertà...


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Dai , su , che ti costa ! Non li sopporto piu quei cosetti alti quanto il tappo di una bottiglia . Cosa ti cambia se andiamo laggiu a vedere chi c ' è ?

Continuò il drago protestando come un cucciolo . Ma Allart era troppo stanco per spostarsi di nuovo , e quella sera la pigrizia aveva deciso di albergare nella mente del ragazzo . Scosse la testa in segno di risposta .

Hirador , un umano ce lo hai davanti . E comunque sopporta ancora un pò e torneremo da quegli spilungoni degli elfi . Stasera sono stanco , per favore , fermiamoci qui .

L ' enorme rettile sbuffò e proseguì in direzione della figura , prima con passo lento , poi piu deciso . Era evidente che anche lui iniziasse a provare un pò di stanchezza , era stata un giornata piuttosto lunga e piatta , nonostante ad Allart avesse fatto piacere vedere i nani . Il cavaliere corse dietro al suo drago , che aumentava costantemente la sua velocità .

Ehi , ma dove stai andando ?!

Urlò mentre cercava di stare al suo passo , impresa ovviamente impossibile per un qualsiasi umano . Riuscì ad agguantare la lunga coda del compagno , costringendolo a rallentare . Con un colpo non troppo forte , per non nuocere al giovane , Hirador scosse la coda riuscendo a liberarsi .

Beh , vado da solo , ti crea qualche problema ? Se tu preferisci puoi anche startene qua a riposare . E comunque vorrei sottolineare che è tuo dovere di cavaliere dei draghi preservare la salute dei popoli di Alagaesia . Cosa ne sappiamo noi se quella laggiu è una spia o qualche altro uomo mandato da Galbatorix ?

Replicò il drago , fermandosi di colpo . sottolineò l ' ultima frase , ed Allart annuì con il capo , in fondo Hirador non aveva tutti i torti , anzi , al contrario . Lo raggiunse di corsa , posando una mano sul collo del compare .

Hai ragione , Hirador , perdonami . Andiamo a controllare , in fondo come hai detto tu non si sa mai .

A quanto pareva l ' opera di persuasione del drago era andata a buon fine e Allart avvertì una punta di soddisfazione nella mente dell ' amico . Sospirando , lo seguì senza protestare oltre , tenendo la mano salta sull ' impugnatura di Tamerlein , pronto a reagire a qualsiasi cenno d' attacco . Il drago mantenne un passo lento e tranquillo per permettere al cavaliere di seguirlo . Avvicinandosi , anche Allart notò la figura . Buio permettendo , gli sembrò che fosse una donna , ma non aveva dubbi sul colore rosso degli abiti . Tirò la sua leggendaria spada fuori dal fodero , attento : non avrebbe esitato ad usarla , se ce ne fosse stato bisogno .

Chi va la ?

Disse rivelando la sua presenza a quella donna che adesso riusciva a vedere chiaramente . Probabilmente aveva avvertito in lontananza i passi pesanti di Hirador , nonostante non avesse accennato a voltarsi .


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Il calar delle tenebre era ormai prossimo, ogni creatura si rifugiava nella sua tana per passare la notte, tutti tranne chi di tana non ne ha, una donna viaggiatrice, una donna estremamente intelligente e furba come una volpe. Alexia giocherellava con i suoi sai, un piccolo passero le si posò accanto, un piccolo uccellino che tardava a tornare nel suo nido, la donna porse la mano per accarezzarlo, una cosa che le avevano insegnato era il rispetto per la natura. La sua sintonia verso di essa era straordinaria, amava il verde, amava l'odore della pioggia sul terreno umido e adora ancor di più dormire sotto le stelle sentendo il terreno sotto la sua schiena, una sensazione a dir poco straordinaria per chi come lei sapeva riconoscerla.
Aveva quasi accarezzato il passero quando dei passi pesantissimi scossero quasi la terra sotto i suoi piedi, i puledro si agitò emettendo dei nitridi, Alexia si alzò di scatto, sorrise beffarda, la sua notte movimentata iniziava presto. Non pensò alla magia, ci ricorreva solo in estremi bisogni, pur essendo una strega preferiva usare prima le armi e poi finire i nemici come una vera strega meritava. Sorrise beffarda e giocherello con i suoi sai, fece qualche passo al centro della piccola radura in cui si era fermata, i passi si facevano sempr epiù vicini e quel qualcosa che si stava avvicinando era davvero enorme.
Rimase in attesa, sicura di se, non aveva paura, non ne avrebbe avuta fin che non c'è ne fosse stato il bisogno. Una voce maschile risuonò dal buio degli arbusti, alle sue spalle vi era un drago. Grande, maestoso e a dir poco fantastico, era stupendo, come daltronde lo erano tutte quelle creature sia buone che cattive. Un cavaliere dei draghi, ecco chi doveva essere quell'uomo.

Oh ma che onore, un cavaliere dei draghi.

Alexia, mise nuovamente nella cintura i sai, non c'era bisono di uscire le armi, dalle leggende i cavalieri non erano tipi brutali, ci si poteva conversare tranquillamente. Si avvicinò al cavallo, si era spaventato dai passi provocati dall'enorme creatura, come dargli torto, il drago poteva persino mangiarselo in un boccone. Alexia diede delle pacche sul muso del puledro.

Su buono buono.

Il cavallo si tranquillizzò se pur fissando spaventato i nuovi arrivati. Chi va la? Così aveva fatto il suo ingresso il cavaliere, poca fantasia ma dopo tutto era una domanda leggittima.

Io so chi siete voi ma voi non sapete chi sono io. Questa cosa mi piace.

Non aveva per niente paura, era sfrontata e a dirla tutta si divertiva da matti, chissà se il giovane avrebbe perso le staffe, meglio non provocarlo troppo o contro di lui e il suo drago non avrebbe avuto alcuno scampo.


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Allart mollò la presa sull ' elsa di Tamerlein lasciando che la spada dalla lama verde continuasse a riposare all ' interno del decorato fodero , visto che nè lui nè Hirador sentivano la donna come una minaccia . Il tono sarcastico usato dalla stessa innervosì livemente il cavaliere , quando il drago gli fece notare che non era il caso . Si voltò verso di lui . Le squame verde smeraldo di Hirador erano rese quasi nere dal buio , segno che la notte era arrivata . La sconociuta cercò di tranquillizzare il puledro , reso inquieto dall ' enorme e spaventosa mole del drago . Allart si soprese vedendo che l ' animale , pur se non convinto fino a fondo , sembrava darle retta . Doveva senza ombra di dubbio essere un cavallo molto coraggiosso , pensò divertito , e la risposta di Hirador non tardò ad arrivare , troppo fiero per ammettere che un cucciolo di cavallo si potesse calmare dopo aver notato la sua presenza .

Tsk . Glie lo faccio vedere io se deve stare calmo o no , a quel piccoletto .

Forse stai davvero diventando vecchio , Hirador . Non riesci piu a mettere paura nemmeno ad un puledro indifeso .

Il drago ringhiò per il disappunto , ma il cavaliere non fece una piega tornando ad incentrare la propria attenzione sulla sconosciuta . Il tono arrogante usato dalla stessa iniziava gia a dargli sui nervi , ma era un cavaliere dei draghi e da tale doveva comportarsi , quindi cerco di tenere alto il livello di sopportazione . Le parole della strega , però , non erano del tutto errate . Loro non sapevano chi fosse quella donna . Si lasciò sfuggire un sorriso alle ultime parole pronunciate da lei

Oh , bene ... Quindi staremmo di gia diventando famosi da queste parti ? Speravo di poter continuare a tenere nascosta la mia esistenza a buona parte della gente ancora per un bel pò .

Hirador muoveva il collo per guardarsi in torno , diffidente . Ogni tanto produceva dei versi appena percettibili simili ad un borbottio , fino a quel momento inediti persino al suo cavaliere , che non si mosse di un passo . Allart non si fidava troppo degli sconosciuti , non si era mai fidato , e il tono confidenziale usato dalla maga lo convinceva poco .

E tu , piuttosto , chi saresti ?

Chiese sospettoso almeno quanto il drago . Non aveva certo l ' aria di essere una spia , ma era questo il punto forte degli infiltrati , e se quella donna nascondeva qualcosa sarebbe stato meglio per loro scoprire di cosa si trattava .


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Un cavaliere dei draghi ma quale straordinaria fortuna le era capitata, incontrarne uno e vedere un drago così da vicino, per una strega questo era davvero un avvenimento molto importante. Alexia osservava i due nuovi arrivati con tranquillità e curiosita, ogni singolo loro particolare era interessante, il drago poi era splendido, mai visti di così belli nemmeno nelle immagini delle leggende, niente di più bello era simile alla realtà. Alexia non si era presentata, maleducata? Ovvio. Non era esibizionista ma era una provocatrice nata per lei non vi erano limiti si sentiva in grado di poter fare, non tutto ma molto... Essere lì, davanti ad un cavaliere era un evento, chissà che imprese il ragazzo avrebbe dovuto affrontare e soprattutto chissà quanto sarebbe durato. Il drago ringhiò, animo abbastanza fiero e presuntuosetto eh. Il cavallo si era nuovamente spaventato. Alexia senza degnare di uno sguardo i due si avvicinò al suo puledro, lo accarezzò nuovamente e questa volta ci mise un bel pò a calmarlo ma ci riuscì. Soddisfatta lanciò uno sguardo al cavaliere.

Mio caro, per diventare famosi bisogna compiere grandi gesta, il nome conta ben poco.

Non erano famosi, ma chiunque avesse posseduto un drago era ovviamente un cavaliere dei draghi, anche se non famoso e conosciuto, questo era più che normale. Il tono della ragazza non era di certo mutato, come previsto il cavaliere aveva mantenuto un atteggiamento fiero e pacato, non si sarebbe scomodato a farle del male, ne andava del suo onore e questo faceva incrementare il divertimento della ragazza. E si una serata noisa stava diventando molto interessante, come un drago e un cavaliere come protagonisti il meglio era assicurato.

Chi sono io? Posso essere tutto o niente a seconda della scelta. Comunque molto piacere sono Alexia.

Si avvicinò al drago, fece un leggero inchino fissandolo negli enormi occhi era senza ombra di dubbio molto bello, mantenuto anche bene, un cavaliere doveva aver cura del proprio drago, come se fosse un suo figlio, un suo fratello, parte di se stesso.

Davvero molto bello, posso sapere il vostro nome?

Chiese ad entrambi, il complimento ovviamente era rivolto al drago, trovarsi nelle vicinanze di una creatura del genere provocava un effetto davvero stupendo, anche se la ragazza non lo dava a vedere, aveva imparato a comportarsi e a mantenere nascosti i propri sentimenti e ne andava fiera. Tornò al suo albero e si appoggiò mantenendo lo sguardo sul cavaliere.


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Beh , senza ombra di dubbio l ' anonimato è decisamente preferibile per noi , signorina .

Replicò senza scomporsi . Sentì la soddisfazione di Hirador quando il drago riuscì a terrorizzare nuovamente il giovane puledro , e lanciò un ' occhiataccia al compagno sembrando quasi deluso dal suo atteggiamento insensato .

Ma guardati ... Ti comporti ancora come un cucciolo . Lascia stare quel povero cavallo , tanto si vede lontano un migliore che tu sei nettamente superiore . Contento ? Smettila di gingillarti con questi giochetti infantili .

Il drago rispose all ' occhiataccia con uno sguardo dello stesso tipo . Le iridi verdi dell 'enorme rettile lo fissavano ricambiando il suo sguardo .

Tsk . Volevo solo divertirmi un pò con quella bestiolina .

Allart sospirò scuotendo il capo , contrariato . Osservò la strega fare un leggero inchino al drago che durò per alcuni lunghi secondi . Senza distogliere lo sguardo dalla sconosciuta , Allart osservava la scena in silenzio . La donna chiese il loro nome , e il cavaliere rimase titubante . Non sapeva stabilire se fosse stato il caso di presentarsi o meno , nonostante colei che gli stava davanti lo avesse gia fatto . Prima era meglio accertarsi che non fosse una imperiale o che quantomeno non fosse pericolosa nè per lui nè per Hirador , che la osservava senza fidarsi a sua proprio come stava facendo sin dall ' inizio il suo cavaliere . Inarcando un sopracciglio , Allart sospirò decidendosi a rispondere

Mh . Se andassi in giro ad annunciare il mio nome ai quattro venti sarei morto da tempo .

Anche se sicuramente quella donna non gli sarebbe stata pericolosa , era bene non fidarsi troppo , non almeno finchè non si fosse assicurato e convinto che non fosse al servizio del tiranno Galbatorix . Da quanto riusciva a sentire anche il drago era daccordo con la sua decisione , e si avvicinò un pò di piu al cavaliere , in cerca del suo debole calore in quella fredda serata .

Forse sarebbe meglio accendere un fuoco , da queste parti .

Ci posso pensare io .

No . Se ci servissimo delle tue vampate di fiamme , Hirador , prenderebbe fuoro tutto il territorio circostante , e di certo non è quello che desideriamo , nevvero ?

Il drago annuì mentalmente lasciando scappare qualche strana ed inquietante risata . La sconosciuta non pareva muoversi , di sicuro non provava timore o rispetto per la coppia . Meglio così , forse . Tanta gente alla vista di Hirador rimaneva pietrificata .


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La donna era appoggiata all'albero, fissava i due come se fossero gente comune, non era spaventata dalla loro immagine, sembravano nuovi nel campo, dopo tutto l'arte di un cavaliere si impara nel corso del tempo. Ogni tanto i due rimanevano in silenzio, evidentemente parlavno fra loro, Alexia sapeva bene le generaòità dei cavaglieri, le aveva studiate per lungo tempo. Faceva freddo ma non per questo avrebbe osato scomporsi, ormai la notte era calata e il fuoco serviva, quindi Alexia senza degnare i due di uno sguardo prese della legna ai margini della piccola radura e l'appallottolò al suolo. Osservò il drago, se ci avesse pensato lui probabilmente sarebbero stati tutti cotti a puntino, meglio usare la magia, almeno per questo poteva pensarci la donna.

Chi ti ha detto che sia il mio vero nome?

Alexia lo guardò provocandolo, chissà quanto sarebbe durato, fece un occhiolino al cavaliere, la sua sicurezza e la sua pacacità non sarebbe durata a lungo lei lo sapeva perfettamente, il limite umano è davvero molto corto e per quanto uno si sforzi la pazienza è quanto di più deboli si possiede.

Brisingr

La ragazza si avvicinò al mucchietto di rami e pronunciò fuoco nell'antica lingua, un piccolo fuocherello inziò a crescere sempre più riscaldando il viso della ragazza che gli era vicino. La luce della fiamma illuminò le squame più basse del drago, erano di un colore verdastro, erano stupende, sembravano pietre preziose, i draghi erano davvero creature fantastiche, tutto di loro era a dir poco fenomenale. Alexia si sedette appoggiando la schieda all'albero, il fuoco le era abbastanza vicino per riscaldarla, sarebbe durato per un pò prima che la legna si fosse consumata.

Comunque, se vi state chiedendo da che parte sto, mi spiace deludervi ma non amo molto espormi, preferisco la tranquillità. Le guerre non mi interessano.

Non avrebbe mai preso una posizione, poco le importava dell'impero e delle lotte provocate da esso, non era egoista cercava solo di programmarsi una vita normale, tralasciando la sofferenze, quella l'aveva vissuta fin troppo da piccola e ora voleva solo tranquillità, le bastava trovare un piccolo villaggio, un posto sicuro dove stabilirsi, anche se di quei tempi viaggiare era molto più sicuro.

E comunque chiamami pure Alexia le formalità mi fanno vecchia.

Si riferì alla prima affermazione del giovane, signorina, le formalità erano troppo per lei, preferiva più un tono confidenziale, lei lo usava spesso e se ne fregava del resto.



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Allart sentiva che quella ragazza lo stava prendendo in giro . Era un atteggiamento palese , che non faceva che aumentare il nervosismo del cavaliere , il qualke riusciva , però , a trattenersi dal lasciar uscira la sua rabbia . Nel frattempo il drago si era seduto a terra su tutte le quattro zampe iniziando a rimuginare sugli eventi di quella giornata movimentata , facendo poi notare al cavaliere

E quindi adesso sarei io che mi sto comportando da cucciolo ... E sono sempre io che non porto pazienza , a quanto pare ... eh ?

Allart non fece in tempoo a rispondere quando la giovane donna accese un fuoco tramite la mia con un incantesimo da lui ben conosciuto . Quell ' atto in un primo momento lo sorprese , poi tornò a guardarla sospettoso . Aggrottò la fronte senza distogliere lo sguardo quando persino il drago alzò la testa avvertendo l ' alone di magia rilasciato dalla parola appena pronunciata dalla strega nell ' antica lingua .

E così questa tizia sarebbe in grado di utilizzare la magia ... Stiamo attenti , Hirador , gli eventi stanno prendendo una brutta piega .

Piu che brutta , strana . Non ti preoccupare , qualunque cosa succeda ne usciremo indenni come è stato fino ad ora ... E resta tranquillo , per una buona volta .

Il cavaliere annuì restando in silenzio per ancora qualche secondo , ascoltando senza prestare attenzione la sua rapida spiegazione , diceva di non essersi unita ad alcuna fazione , ma Allart non sapeva quanto crederle , sempre che fosse stato il caso di farlo . Continuava ad ascoltare impassibile senza battere ciglio , memorizzando il suo nome . In fondo poco glie ne importava di sapere come si chiamasse , era solo una sconosciuta che dopo quella sera non avrebbe mai piu rivisto .

E così sai usare la magia eh ...

Esordì di colpo . Quella tizia non glie la raccontava giusta , e il suo modo di fare lo convinceva poco . Guardò smarrito il drago che pareva comunque non curarsi affatto della situazione che si era creata , lucidandosi gli artigli come se nulla fosse . Senza dire altro si sedette anche lui appoggiando la schiena al drago , che sussultò non avendo previsto quel contatto improvviso per stringersi poi piu vicino ad Allart , il quale tirò un profondo sospirò e mise una mano sul fodero di Tamerlein . La possedeva solo da qualche giorno , ma dopo tutti i lunghi allenamenti sostenuti per imparare a maneggiarla al meglio , ci si era gia affezionato . Con quella spada fra le mani , aveva la convinzione di poter affrontare tutta Alagaesia da solo ed di essere capace di uscirne vincitore , anche se sapeva benissimo che non era certamente così . Quella spada però gli dava comunque un enorme vantaggio contro qualsiasi altro nemico che non fosse a sua volta un cavaliere dei draghi .


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La pazienza era una grande virtù, ma non si aveva dalla nascita, bisognava accumularla nel tempo, Alexia aveva molta pazienza, troppa, nel periodo in cui aveva metà corpo frantumato era stata sempre a letto, aveva atteso, aveva sperato, era stata paziente, dopo aveva studiato tanto era diventata la strega che era oggi, sicura di se e senza alcun problema. Questo lo doveva solo alla sua pazienza. Ecco perché amava provocare le sue “vittime”, misurava il loro grado di pazienza, quanto sarebbero durati? Con alcuni ci andava giù pesante, altri invece preferiva divertirsi ma senza sembrare scortese, era molto abile nell’uso delle parole, tanto quanto lo era nell’uso della magia. Quel cavaliere e il suo drago erano una preda perfetta per passare il tempo, si sarebbe divertita e quell’incontro sarebbe stato estremamente interessante, senza ombra di dubbio. Aveva usato tranquillamente l’antica lingua e aveva acceso il fuoco, era soddisfatta di se stessa ed era anche sicura di aver sorpreso il giovane, ora avrebbero ancor di più dubitato di lei, molto, molto bene. Nessuno doveva mai fidarsi di Alexia, non perché fosse sleale ma perché la sua voglia di non soffrire la portava spesso all’egoismo, in un mondo di egoisti vince solo l’egoista, ecco ciò che si ripeteva sempre.

Ovviamente. Come tu sai usare la tua spada io so usare la mia magia…

Frase metaforica, ogni uno si dilettava in qualcosa, lui con le sue armi, lei con la sua magia, anche se se la cavava piuttosto bene anche con i suoi sai, era una donna in gamba, non aveva mai ucciso ma non per questo non aveva mai combattuto, non doveva essere lei a decidere quando la vita di una persona sarebbe giunta al termine, per questo si limitava a ridurre le sue vittime nel peggio dei modi, ma senza regalargli la morte, il che era davvero crudele perché comportava molta più sofferenza.

Ho capito, dovrò continuare a chiamarti cavaliere, ma non ti preoccupare con me sei al sicuro.

Alzò lo sguardo e sorrise, non gli aveva rivelato il suo nome, gesto sensato, un nome era quanto di più pericoloso una persona potesse possedere. La sua ultima affermazione invece era tutta provocatoria, ovviamente voleva significare che il giovane era al sicuro grazie alla presenza della donna, ma ormai il cavaliere avrebbe dovuto capire l’atteggiamento di Alexia, quindi non si sarebbe stupito molto.



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view post Posted on 11/12/2008, 18:47Quote
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Allart scosse la testa . Osservò di sfuggita le orecchie della ragazza , e da quella rapida analisi poteva affermare con grande sicurezza che lei non apparteneva affatto alla razza elfica . Pensò ad una maga quindi , o una strega . Quella faccenda gli piaceva sempre di meno . Il drago continuava a pulirsi gli artigli con indifferenza come se nulla fossa , pur se il suo cavaliere sentisse che era preoccupato quanto lui . Non dovevano certo temere il confronto con una strega , ma non avevano sicuramente voglia di combattere a quell ' ora e dopo la stancante giornataccia appena trascorsa . Sospirò all ' affermazione della presunta maga senza distogliere il braccio dall ' elsa di Tamerlein . Sapeva usare la spada ? In realtà non aveva tutta quella esperienza . Nonostante combattesse al fianco di un drago era soltanto un poverello messo al centro di una guerra contro la sua volontà . Hirador cercò di consolarlo come meglio poteva con dei ricordi e delle emozioni piuttosto confusi che provocarono un leggero sorriso sulla bocca di Allart . Gli faceva piacere sentire che il drago si preoccupava in maniera sincera di tenergli alto il morale . Lo ringraziò mentalmente quando sentì la strega rassicurarlo con quella frase ironica ... Sembrava proprio che la donna ce la stesse mettendo tutta per fargli perdere la pazienza , ma non avrebbe ceduto , no , non glie la avrebbe data vinta così facilmente . Odiava dare certe soddisfazioni alla gente e faceva di tutto per evitare di concederne di simili . La fissò taciturno per una manciata di secondi . In fondo forse si era comportato in maniera troppo diffidente . Stava per dirle il suo nome quando si fermò esitando ancora per un istante .

Al sicuro ? Beh , io non credo proprio . Non so nemmeno che cosa diavolo sei . Una strega ? Una maga ? Una indovina ?

Rispose distogliendo lo sguardo . Chiuse per un momento gli occhi , cominciava a diventare ancora piu buio di prima e non era stato un pomeriggio rilassante , sia per lui che per il drago . L ' unica illuminazione nella zona era il piccolo e debole fuocherello acceso dalla donna , ed Allart si fermò alcuni secondi ad osservare le fiamme danzanti . Poi alzò nuovamente lo sguardo strizzando gli occhi . Poi il suo tono si fece piu gentile , nonostante continuasse ancora a rifiutarsi di comunicarle il proprio nome .

Beh , continua pure a chiamarmi come piu ti aggrada , per noi non fa alcuna differenza . Poco ce ne importa

Aggiunse parlando anche a nome del drago dalle squame verdi . Hirador mugnò in segno di approvazione , socchiudendo poi le palpebre ed appoggiando l ' enorme testa sul terreno . Emise uno sbaglio molto rumoroso che non spense il fuoco soltanto perchè orientato di fianco al piccolo bracere , ma le fiamme tremularono come se spinte da un leggero venticello . Allart poggià una mano sul capo del compagno

Riposa pure , amico mio . Qua ci penso io . Dormi tranquillo e non ti preoccupare , non succederà nulla ...

Sei tu quello iper preoccupato , Allart . Non io .

Il drago sbadigliò nuovamente mentre si assopiva sul terreno , questa volta senza prestare attenzione . La potente alitata del rettile spense il fuoco acceso dalla donna lasciando che le tenebre dominassero incontrastate quello scenario . Il cavaliere rimase appoggiato al corpo di Hirador , non avrebbe sprecato energia per riaccendere quel fuoco . Era in un certo modo sicuro che quella sconosciuta non li avrebbe attaccati .


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view post Posted on 11/12/2008, 19:32Quote
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Il silenzio che era calato voleva significare molte cose, il giovane stava studiando la situazione, aveva paura della donna, aveva paura di un suo attacco o della sua vera identità, interessante come cosa, la strega poteva continuare a giocare ancora un po’. Si erano seduti lì, avrebbero potuto andarsene e lasciarla stare, ma erano rimasti, perché? Curiosità? Si molta, al contrario da ciò che entrambi volevano dimostrare sia il drago che il suo cavaliere erano incuriositi dalla presenza della donna, chi non lo sarebbe osservando Alexia? Era astuta, provocante e molto, molto intelligente, le doti che aveva erano molte ma lo erano ancor più i difetti, sapeva essere egoista, a volte cattiva, e non se ne curava, anzi molte volte si divertiva. Come anche quella sera, la presenza dei due era molto gradita, le avrebbero assicurato anche protezione in fondo un cavaliere era pur sempre una persone con seri valori quindi era sempre pronto a difendere il prossimo. I punti deboli dei cavalieri erano sempre i soliti, troppo scontati e facili da individuare.

Ei calmati. Sono una strega e non ti attaccherò e deruberò. Vengo in pace.

Alzò le mani per significare la pace, il giovane iniziava a mostrare i primi cenni di cedimento si poteva benissimo notare dal tono della sua voce. Nonostante Alexia avesse rivelato il proprio nome la sua identità era rimasta precedentemente celata e quindi aveva suscitato molta curiosità, lo sapeva e ne andava certa.
Il piccolo fuocherello andava pian piano spegnendosi ma la strega rimase ferma al suo posto senza muovere alcun cenno, non aveva freddo nonostante l’umidità della notte fosse ormai scesa.
Si strinse nelle spalle e osservò il drago, doveva esser stata una dura giornata per lui, infatti posò il suo grande collo sul terreno e si preparò al sonno, Alexia sorrise, quel drago le fece tenerezza.


Toglimi una curiosità, perché sei rimasto qui?


Era curiosa, che avesse paura della vera identità della donna? Probabile ma non avrebbe dovuto aver paura, in un modo o nell’altro non mentiva mai, usava sempre le parole giuste, amava fare giochi di parole, amava confondere gli avversari, manipolatrice, ecco com’era, riusciva sempre a rigirarsi la frittata. Andava fiera di se stessa, doveva farlo, in passato aveva cercato di farsi del male e ora stava solo cercando di ricostruirsi una vita nuova.


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view post Posted on 12/12/2008, 21:21Quote
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Allart ascoltò taciturno mentre la donna gli rivelava di essere una strga , proprio come sospettava . Venne sorpreso sentendo che il sonno aveva preso il sopravvento sul drago , che riposava silenziosamente . Nonostante le ennesime parole rassicuranti della ragazza il cavaliere restava diffidente , forse per l ' atteggiamento della strega , forse per lo sguardo furbo con cui lo osservava . Non gli sarebbe dispiaciuto dormire , ma non riusciva a mettersi l ' anima in pace e a dare un pò di fiducia a quella sconosciuta , nonostante i suoi dubbi fossero certamente piu che giustificati . Accarezzò il collo del drago che dormiva beato sul terreno senza mollare la presa da Tamerlein . I muscoli del ragazzo erano bloccati in quella posizione pronti a scattare al primo segnale di pericoloso a causa del nervosismo che avrebbe indubbiamente preso il controllo delle sue probabilmente non troppo prossime reazioni .

Oh , sarebbe stupido per te provarci così direttamente , e su questo non ho dubbi . Inizierei a correre rischi se cadessi nel sonno , ma non ti farò avere una simile opportunità .

Allart si alzò dando un colpetto sul muso di Hirador , che si svegliò muovendo la testa .

Andiamo via

senza dire nulla il drago si erse in piedi in tutta la sua altezza e con il cavaliere sul dolso si alzò in volo verso le terre degli elfi .




Edited by Predator Jungle Hunter - 18/12/2008, 20:50

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